Santa Silvia

Santa Silvia
Santa Silvia è conosciuta principalmente per essere stata la madre di San Gregorio Magno, uno dei più importanti Papi della storia della Chiesa. Visse a Roma nel VI secolo. Nonostante non ci siano molti dettagli sulla sua vita, la sua fama di santità è stata tale da essere venerata come santa dalla Chiesa cattolica. Silvia proveniva da una famiglia di elevato rango sociale, ma scelse una vita di modestia e dedizione alla fede. Dopo la morte del marito, si dedicò interamente alla Chiesa e all'educazione dei suoi figli. La sua devozione e il suo esempio di vita cristiana sono stati fondamentali nella formazione spirituale del figlio Gregorio, che divenne Papa nel 590. La sua festa liturgica viene celebrata il 3 novembre. Nonostante la scarsità di informazioni biografiche, la figura di Santa Silvia rimane un esempio di maternità cristiana e di dedizione alla vita religiosa, riflettendo i valori del suo tempo e influenzando le generazioni future. Agiografia completa

Altri santi e venerazioni di oggi 3 novembre

San Martino de Porres

All’inizio del Seicento l’America Latina non è solo la terra dei conquistatori. Con loro danno l’impronta al subcontinente grandi pastori come Toribio Alfonso de Mogrovejo,...

  • Beata Alpaide di Cudot
  • Beato Corrado da Marburgo
  • Beato Simone Balacchi
  • San Berardo dei Marsi
  • San Cristiolo del Galles
  • San Donnino di Grenoble
  • San Gaudioso di Tarazona
  • San Giovanniccio
  • San Guenaele
  • San Libertino di Agrigento
  • San Mariano
  • San Papulo
  • San Pietro Francesco Neron
  • San Pimen di Zografo
  • San Pirmino
  • San Quarto
  • San Valentiniano di Salerno
  • San Vulganio di Arras
  • Sant’ Avenzio di Tours
  • Sant' Amico di Avellana
  • Sant' Elerio
  • Sant' Ermengold (Ermengaudio)
  • Sant' Eufrosino
  • Sant' Ida (Idda) di Fischingen
  • Santa Odrada
  • Santi Germano, Teofilo e Cirillo
  • Santi Valentino e Ilario di Viterbo

Il santo di oggi (3 novembre) è Santa Silvia (Madre di S. Gregorio Magno), data di nascita: VI Secolo a Roma e morto il 03/11/0592 a Italia

Domani (4 novembre) si celebra San Carlo Borromeo (Vescovo), data di nascita: 02/10/1538 a Arona, Novara e morto il 03/11/1584 a Milano

Ieri (2 novembre) si è celebrato Commemorazione di tutti i fedeli defunti (Giorno dei morti)

Domani 4 novembre si venera

San Carlo Borromeo

Compatrono di Milano, è una delle grandi figure della Chiesa cinquecentesca che con la sua opera attuò concretamente la riforma ecclesiale scaturita dal concilio di Trento diventando il modello...

I santi sono tra le figure più popolari e famigliari per tutti i credenti. Con la loro vita, il loro esempio, si fanno compagni di viaggio dei poveri e dei semplici, consolano i bisognosi e aiutano gli uomini ad avvicinarsi a Dio, del quale testimoniano l’amore. 

Le biografie raccolte in questo sito sono arricchite da aneddoti che invitano all’avventura dello spirito, all’amore per il prossimo e sono segno di speranza per il mondo.

I santi entrano nella vita di Dio.

Li precede Maria, la figlia di Sion. Chiamata alla maternità, da secoli attesa in Israele, prova sentimenti di gratitudine verso il Padre, di tenerezza verso il Figlio suo e li esprime con parole donate dallo Spirito. «L’anima mia magnifica il Signore». Gli apostoli vicini a Gesù «dal battesimo di Giovanni fino al giorno in cui è stato di mezzo a noi assunto in cielo» diventano testimoni della resurrezione. I santi tutti, in una sorta di successione apostolica della santità, entrano nel mistero d’amore di Dio, se ne lasciano permeare e lo testimoniano in modalità nuove e creatrici.

Non è indolore la santità

L’entusiasmo del giorno di Pentecoste è la spinta che induce a percorrere le stesse strade che portarono Gesù al monte. Anzi, la testimonianza è tanto più credibile quanto più si avvicina alla via del Maestro in un’imitazione che a volte può sembrare giunta all’identificazione: san Francesco, un altro Cristo. Non è indolore la santità che spesso induce a lottare con Dio per gli uomini, come Mosè che non ne vuol sapere di un altro popolo e quasi costringe Dio a restar fedele a Israele, come Caterina da Siena e Teresa di Gesù Bambino che non vogliono rassegnarsi alla sorte dei dannati e promettono di lottare per loro con Dio.

I santi entrano nella vita degli uomini.

Come la Chiesa, di cui sono figli, provano «le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce degli uomini d’oggi, dei poveri soprattutto e di tutti coloro che soffrono». Al seguito degli uomini i santi prendono vie molteplici. Vanno nel deserto per combattere il diavolo e la cupidigia malvagia che invade i cuori, costruiscono monasteri dove si dedicano alla preghiera e al lavoro. Guidati dall’amore delle lettere e dal desiderio di Dio fondano centri di studio e università, innamorati dei fratelli si fanno mendicanti per donare la parola di pace. Scoprono la solidarietà con i fratelli, inventano gli ospedali, vanno pellegrini ai luoghi santi, prendono la via della missione nei nuovi continenti. Vi è poi la santità femminile che rende testimonianza al volto materno di Dio negli ospedali, nelle scuole, nelle carceri, nei paesi di antica tradizione cristiana, come nei continenti dove la presenza cristiana è giunta in tempi a noi più vicini. La via della santità, tuttavia, non vuole essere occasione per riproporre brandelli di apologetica. Semmai è richiamo alla Chiesa stessa e ai cristiani per una fedeltà maggiore al Vangelo, perché vengano abbattuti i bastioni e ogni incrostazione che impedisce di vedere il fuoco vivo dell’amore di Dio, la potenza del Vangelo che si dispiega sempre nuova e sempre giovane non appena vissuta in autenticità. I santi lottano per Dio con gli uomini. Discepoli del Crocifisso, non sempre sono accolti dal plauso all’interno come all’esterno della Chiesa; al contrario i martiri, come i poveri, non sono mai mancati nella storia cristiana. Più che mai, forse, all’inizio del terzo millennio. Non è un motivo né per abbattersi, né per esaltarsi. I cristiani chiedono solo che si volga lo sguardo a Colui che è stato trafitto, allo Spirito di Dio che invita all’amore e alla pace.

In paradiso i santi entrano nella vita di Dio e nella vita degli uomini.

Come nel polittico di van Eyck, i volti dei santi in cielo sono diretti verso l’Agnello mistico che ancora reca le cicatrici del supplizio. Sono segni trasfigurati dall’abbraccio del Padre nell’amore dello Spirito. A questo amore rende omaggio la liturgia celeste, gli rendono testimonianza i santi della contemplazione e della mistica. Gli uomini qui sulla terra sono invitati a guardare alla Gerusalemme celeste, in attesa di raggiungere a loro volta la piena comunione dei santi per unirsi alla liturgia di lode, al canto della gloria di Dio.