San Lanfranco Beccari
San Lanfranco Beccari, nato nel 1120 a Pisa, è stato un sacerdote e abate italiano, venerato come santo dalla Chiesa cattolica. Fu abate del Monastero di San Zeno a Pisa e si distinse per la profonda spiritualità e l'intensa attività pastorale. Lanfranco è ricordato in particolare per aver rifiutato la carica di arcivescovo di Pisa, preferendo restare a servire la sua comunità monastica. Egli è noto anche per aver operato diversi miracoli, tanto che dopo la sua morte, avvenuta il 28 giugno 1190, iniziò subito a essere venerato come santo. La sua festa liturgica viene celebrata il 28 giugno. Una curiosità interessante è che il corpo di San Lanfranco, dopo la morte, è stato oggetto di venerazione e le sue reliquie sono state traslate più volte. Inoltre, è considerato un punto di riferimento importante per i fedeli pisani, che lo invocano ancora oggi come protettore. Agiografia completa

Altri santi e venerazioni di oggi 23 giugno

Natività di San Giovanni Battista

Ultimo dei profeti ebrei, è detto il precursore del Cristo; ma sulla sua figura storica si sono poi innestate molte leggende mentre la sua festa, a causa della coincidenza con...

San Giuseppe Cafasso

«Si tratta di circostanze che ci offrono l’occasione per conoscere il messaggio, vivo e attuale, che emerge dalla vita di questo santo. Egli non fondò, come gli altri santi...

  • Beata Francesca Martel
  • Beata Maria di Oignies
  • Beata Maria Raffaella (Santina) Cimatti
  • Beato Lupo de Paredes
  • Beato Pietro Giacomo da Pesaro
  • Festa dei Santi di Vladimir
  • San Bili (Bilio)
  • San Bili di Vannes
  • San Liberto di Cambrai
  • San Martino des Ormeaux di Saint-Paul-Trois-Châteaux
  • San Tommaso Garnet
  • San Valero
  • Sant' Eteldreda di Ely
  • Santa Agrippina
  • Santi Martiri di Nicomedia
  • Santi Zenone e Zena

Il santo di oggi (23 giugno) è San Lanfranco Beccari (Vescovo di Pavia), data di nascita: XII secolo a Gropello, Pavia e morto il 23/06/1198 a Pavia

Domani (24 giugno) si celebra Sacro Cuore di Gesù (L'adorazione del cuore di Cristo)

Ieri (22 giugno) si è celebrato San Paolino di Nola (Vescovo), data di nascita: 353 d. C. a Bordeaux, Francia e morto il 431 d. C. a Nola, Campania

Domani 24 giugno si venera

Sacro Cuore di Gesù

Il Sacro Cuore di Gesù è una devozione cattolica che si riferisce al cuore di Gesù Cristo, come simbolo dell'amore divino. La devozione al Sacro Cuore ha avuto origine in una corrente mistica...

Oggi 23 giugno nasceva

San Luigi Orione

Il fondatore della Piccola Opera della Divina Provvidenza per l’educazione e l’assistenza dei ragazzi poveri disse un giorno a un ragazzo che si chiamava Ignazio Silone che...

San Giovanni de Matha

Giovanni di Matha (1154-1213) studiò a Parigi presso la scuola dei canonici regolari di san Vittore e per qualche tempo insegnò teologia. Altra era però la sua vocazione....

Beata Elena Guerra

La Beata Elena Guerra nacque a Lucca il 23 giugno 1835 in una famiglia benestante. Fin da giovane ricevette un'educazione raffinata con istitutori privati che le insegnarono...

I santi sono tra le figure più popolari e famigliari per tutti i credenti. Con la loro vita, il loro esempio, si fanno compagni di viaggio dei poveri e dei semplici, consolano i bisognosi e aiutano gli uomini ad avvicinarsi a Dio, del quale testimoniano l’amore. 

Le biografie raccolte in questo sito sono arricchite da aneddoti che invitano all’avventura dello spirito, all’amore per il prossimo e sono segno di speranza per il mondo.

I santi entrano nella vita di Dio.

Li precede Maria, la figlia di Sion. Chiamata alla maternità, da secoli attesa in Israele, prova sentimenti di gratitudine verso il Padre, di tenerezza verso il Figlio suo e li esprime con parole donate dallo Spirito. «L’anima mia magnifica il Signore». Gli apostoli vicini a Gesù «dal battesimo di Giovanni fino al giorno in cui è stato di mezzo a noi assunto in cielo» diventano testimoni della resurrezione. I santi tutti, in una sorta di successione apostolica della santità, entrano nel mistero d’amore di Dio, se ne lasciano permeare e lo testimoniano in modalità nuove e creatrici.

Non è indolore la santità

L’entusiasmo del giorno di Pentecoste è la spinta che induce a percorrere le stesse strade che portarono Gesù al monte. Anzi, la testimonianza è tanto più credibile quanto più si avvicina alla via del Maestro in un’imitazione che a volte può sembrare giunta all’identificazione: san Francesco, un altro Cristo. Non è indolore la santità che spesso induce a lottare con Dio per gli uomini, come Mosè che non ne vuol sapere di un altro popolo e quasi costringe Dio a restar fedele a Israele, come Caterina da Siena e Teresa di Gesù Bambino che non vogliono rassegnarsi alla sorte dei dannati e promettono di lottare per loro con Dio.

I santi entrano nella vita degli uomini.

Come la Chiesa, di cui sono figli, provano «le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce degli uomini d’oggi, dei poveri soprattutto e di tutti coloro che soffrono». Al seguito degli uomini i santi prendono vie molteplici. Vanno nel deserto per combattere il diavolo e la cupidigia malvagia che invade i cuori, costruiscono monasteri dove si dedicano alla preghiera e al lavoro. Guidati dall’amore delle lettere e dal desiderio di Dio fondano centri di studio e università, innamorati dei fratelli si fanno mendicanti per donare la parola di pace. Scoprono la solidarietà con i fratelli, inventano gli ospedali, vanno pellegrini ai luoghi santi, prendono la via della missione nei nuovi continenti. Vi è poi la santità femminile che rende testimonianza al volto materno di Dio negli ospedali, nelle scuole, nelle carceri, nei paesi di antica tradizione cristiana, come nei continenti dove la presenza cristiana è giunta in tempi a noi più vicini. La via della santità, tuttavia, non vuole essere occasione per riproporre brandelli di apologetica. Semmai è richiamo alla Chiesa stessa e ai cristiani per una fedeltà maggiore al Vangelo, perché vengano abbattuti i bastioni e ogni incrostazione che impedisce di vedere il fuoco vivo dell’amore di Dio, la potenza del Vangelo che si dispiega sempre nuova e sempre giovane non appena vissuta in autenticità. I santi lottano per Dio con gli uomini. Discepoli del Crocifisso, non sempre sono accolti dal plauso all’interno come all’esterno della Chiesa; al contrario i martiri, come i poveri, non sono mai mancati nella storia cristiana. Più che mai, forse, all’inizio del terzo millennio. Non è un motivo né per abbattersi, né per esaltarsi. I cristiani chiedono solo che si volga lo sguardo a Colui che è stato trafitto, allo Spirito di Dio che invita all’amore e alla pace.

In paradiso i santi entrano nella vita di Dio e nella vita degli uomini.

Come nel polittico di van Eyck, i volti dei santi in cielo sono diretti verso l’Agnello mistico che ancora reca le cicatrici del supplizio. Sono segni trasfigurati dall’abbraccio del Padre nell’amore dello Spirito. A questo amore rende omaggio la liturgia celeste, gli rendono testimonianza i santi della contemplazione e della mistica. Gli uomini qui sulla terra sono invitati a guardare alla Gerusalemme celeste, in attesa di raggiungere a loro volta la piena comunione dei santi per unirsi alla liturgia di lode, al canto della gloria di Dio.