Esichio, presbitero di Gerusalemme, viene descritto come un «testimone quasi anonimo della tradizione cristiana», tanta era la sua modestia e la sua prudenza. Inoltre, per le...
Il santo di oggi (28 marzo) è Santo Stefano Harding (Abate), data di nascita: 1050 a Sherborne, Regno Unito e morto il 28/03/1134 a Saint-Nicolas-lès-Cîteaux, Francia
Domani (29 marzo) si celebra Beato Bertoldo (Priore generale dei Carmelitani), data di nascita: XII secolo a Limoges, Francia e morto il 1195 a Monte Carmelo, Palestina
Ieri (27 marzo) si è celebrato San Ruperto (Vescovo), data di nascita: VII secolo a Salisburgo e morto il 27/03/0718 a Salisburgo
Bertoldo è ricordato da molti come il fondatore dell'Ordine carmelitano, ma rispetto ad altri fondatori rimane un personaggio secondario.La data di nascita e i particolari dei suoi primi anni di...
Giovanni, nato a Prachatitz in Boemia (allora parte dell’impero austriaco) era il terzo dei sei figli del tedesco Filippo Neumann e Agnese Lebis, di origine ceca. Ricevette la...
«Mentre l’anima è ben lontana dall’aspettarsi di vedere qualcosa, e non le passa neppure per la mente, d’un tratto le si presenta tutta intera la visione che sconvolge le...
I santi sono tra le figure più popolari e famigliari per tutti i credenti. Con la loro vita, il loro esempio, si fanno compagni di viaggio dei poveri e dei semplici, consolano i bisognosi e aiutano gli uomini ad avvicinarsi a Dio, del quale testimoniano l’amore.
Le biografie raccolte in questo sito sono arricchite da aneddoti che invitano all’avventura dello spirito, all’amore per il prossimo e sono segno di speranza per il mondo.
Li precede Maria, la figlia di Sion. Chiamata alla maternità, da secoli attesa in Israele, prova sentimenti di gratitudine verso il Padre, di tenerezza verso il Figlio suo e li esprime con parole donate dallo Spirito. «L’anima mia magnifica il Signore». Gli apostoli vicini a Gesù «dal battesimo di Giovanni fino al giorno in cui è stato di mezzo a noi assunto in cielo» diventano testimoni della resurrezione. I santi tutti, in una sorta di successione apostolica della santità, entrano nel mistero d’amore di Dio, se ne lasciano permeare e lo testimoniano in modalità nuove e creatrici.
L’entusiasmo del giorno di Pentecoste è la spinta che induce a percorrere le stesse strade che portarono Gesù al monte. Anzi, la testimonianza è tanto più credibile quanto più si avvicina alla via del Maestro in un’imitazione che a volte può sembrare giunta all’identificazione: san Francesco, un altro Cristo. Non è indolore la santità che spesso induce a lottare con Dio per gli uomini, come Mosè che non ne vuol sapere di un altro popolo e quasi costringe Dio a restar fedele a Israele, come Caterina da Siena e Teresa di Gesù Bambino che non vogliono rassegnarsi alla sorte dei dannati e promettono di lottare per loro con Dio.
Come la Chiesa, di cui sono figli, provano «le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce degli uomini d’oggi, dei poveri soprattutto e di tutti coloro che soffrono». Al seguito degli uomini i santi prendono vie molteplici. Vanno nel deserto per combattere il diavolo e la cupidigia malvagia che invade i cuori, costruiscono monasteri dove si dedicano alla preghiera e al lavoro. Guidati dall’amore delle lettere e dal desiderio di Dio fondano centri di studio e università, innamorati dei fratelli si fanno mendicanti per donare la parola di pace. Scoprono la solidarietà con i fratelli, inventano gli ospedali, vanno pellegrini ai luoghi santi, prendono la via della missione nei nuovi continenti. Vi è poi la santità femminile che rende testimonianza al volto materno di Dio negli ospedali, nelle scuole, nelle carceri, nei paesi di antica tradizione cristiana, come nei continenti dove la presenza cristiana è giunta in tempi a noi più vicini. La via della santità, tuttavia, non vuole essere occasione per riproporre brandelli di apologetica. Semmai è richiamo alla Chiesa stessa e ai cristiani per una fedeltà maggiore al Vangelo, perché vengano abbattuti i bastioni e ogni incrostazione che impedisce di vedere il fuoco vivo dell’amore di Dio, la potenza del Vangelo che si dispiega sempre nuova e sempre giovane non appena vissuta in autenticità. I santi lottano per Dio con gli uomini. Discepoli del Crocifisso, non sempre sono accolti dal plauso all’interno come all’esterno della Chiesa; al contrario i martiri, come i poveri, non sono mai mancati nella storia cristiana. Più che mai, forse, all’inizio del terzo millennio. Non è un motivo né per abbattersi, né per esaltarsi. I cristiani chiedono solo che si volga lo sguardo a Colui che è stato trafitto, allo Spirito di Dio che invita all’amore e alla pace.
Come nel polittico di van Eyck, i volti dei santi in cielo sono diretti verso l’Agnello mistico che ancora reca le cicatrici del supplizio. Sono segni trasfigurati dall’abbraccio del Padre nell’amore dello Spirito. A questo amore rende omaggio la liturgia celeste, gli rendono testimonianza i santi della contemplazione e della mistica. Gli uomini qui sulla terra sono invitati a guardare alla Gerusalemme celeste, in attesa di raggiungere a loro volta la piena comunione dei santi per unirsi alla liturgia di lode, al canto della gloria di Dio.